I
temi e le problematiche ambientali appassionato giustamente il mondo giovanile,
che nell'impegno ambientale riesce a trovare e dare senso compiuto alla
quotidianità della vita, tanto più se riesce ad avere riscontri
oggettivi in tempi brevi.
La nascita
di un nuovo gruppo ambientalista (Campi Nuovi) in un Comune posto nella
bassa pianura parmense, non può che essere salutato positivamente,
con l'augurio che l'entusiasmo dell'iniziativa sia di supporto e di giusto
stimolo alle politiche di tutela e risanamento, compito precipuo delle
amministrazioni pubbliche.
Per la posizione
del Comune, posto a valle del Comune capoluogo di Provincia, ritengo che
tra le emergenze ambientali presenti e già evidenziate, sia da
considerare con priorità, tramite un monitoraggio assiduo, quella
della qualità delle acque che scorrono da sud a nord nel territorio
comunale.
Infatti, occorre considerare che i corsi d'acqua principali Torrente Parma,
Canale Galasso e Lorno, sono i ricettori degli scarichi degli impianti
di depurazione del capoluogo, e l'eventuale cattivo funzionamento potrebbe
determinare ripercussioni negative sia nelle acque superficiali sia nelle
acque sotterranee.
L'attività del Gruppo dovrebbe essere coordinata ed in stretto
collegamento con le altre associazioni ambientaliste operanti livello
provinciale e con le Amministrazioni pubbliche: Comune di Torrile, Provincia
di Parma.
Inoltre, bisognerà operare per coinvolgere o stimolare all'iniziativa
Associazioni dei Comuni limitrofi di Colorno, Sorbolo e Mezzanj, dovendo
essere trattato il tema non solo a livello comunale ma alla scala più
ampia di sottobacino
Un secondo
tema da studiare e sviluppare riguarda il riutilizzo delle acque di falda
(alcuni milioni di mc/anno) dello stabilimento dell'Eridania, posto nel
Comune di Trecasali, che potrebbero essere proficuamente utilizzate a
scopi irrigui dei territori adiacenti.
Dr. Geologo
Dino
Zinelli |
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La costruzione di una diga può essere
utile per risolvere il problema legato alla emergenza idrica?
Risposta:
Il
problema dell’emergenza idrica si è posto all’attenzione
della opinione pubblica in modo eclatante nel corso della scorsa stagione
estiva.
Per rispondere in modo esaustivo alla domanda postami occorre prendere
in considerazione diversi aspetti: tecnici, ambientali, economici. Cercherò
di illustrare di seguito brevemente quelli, che, ha mio avviso possono
essere considerati essenziali ed importanti ai fini della realizzazione
di una diga.
La funzione di una diga o sbarramento su di un corso d’acqua, è
quello di invasare acqua nei momenti di massima portata per rilasciarla,
a secondo degli scopi per cui è stato costruito l’invaso
(idropotabile, irriguo, idroelettrico), successivamente in periodi di
magra. Ottenendo in questo modo la possibilità di regolare il regime
del corso d’acqua nell’arco temporale più lungo.
Premesso questo, è indubbio che una diga ed il relativo invaso,
che svolge funzioni di maxi serbatoio, possa contribuire alla soluzione
dei problemi legati alla scarsità di acqua in periodi siccitosi.
L’esempio che viene riproposto nella nostra Regione è quello
della diga di Ridracoli, che, oltre ad avere risolto il problema dell’approvvigionamento
idropotabile dei centri della Romagna (in 50 Km di costa si hanno, nel
periodo estivo, 3 milioni di presenze medie), ha ovviato all’abbassamento
del suolo (fenomeno della subsidenza) dovuto alla estrazione di acqua
dalle falde da parte dei numerosi pozzi comunali ubicati in prossimità
della costa, impedendo contemporaneamente l’ingresso verso terra
del cuneo salino, preservando così le acque sotterranee.
Valutiamo
gli aspetti indicati precedentemente.
Per la costruzione del corpo della diga occorre acquisire dati sulle caratteristiche
geotecniche delle rocce su cui viene impostato l’opera di sbarramento
(soglia e spalle), in modo tale che diano la massima garanzia di tenuta
e non consentano trafilamenti o sifonamento delle acque invasate.
Inoltre occorrono raccogliere elementi certi e qualitativamente validi,
che possono essere utili, oltre alla progettazione, per la gestione futura
dell’invaso, quali: piovosità del bacino sotteso (dati storici
di più lunga durata possibile), dati sul trasporto solido (il nostro
Appennino è costituito per la gran parte da rocce friabili) per
valutare il possibile interramento del lago.
Per gli scopi ambientali bisogna calcolare il minimo deflusso vitale (MDV)
che deve essere rilasciato al corso d’acqua ai fini della garanzia
della vita acquatica (sia della flora, sia della fauna).
Occorre considerare anche il fatto che, trattenendo acqua a monte e distribuendola
tramite condotte verso valle, si sottrae acqua alla ricarica naturale
degli acquiferi presenti in pianura, impedendone in parte il ravvenamento.
Fattore di non facile valutazione, ma da considerare anche preventivando
i minori prelievi da falda, per i vari usi, che si avranno a seguito della
messa in esercizio della diga.
Aspetto, da ultimo, ma non meno importante è quello economico.
Una diga con capacità di invaso di circa 100 milioni di mc, con
le relative condotte adduttrici di grande diametro, comporta un impegno
finanziario notevole. Se non si dispone di finanziamenti pubblici a fondo
perduto, il ritorno economico dell’investimento ricade interamente
sulle tariffe, quindi è indispensabile la massima chiarezza su
questo aspetto tariffario.
Dr
Geologo Dino Zinelli – settembre 03
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ASPETTI GEOLOGICI DELLA PIANURA DI PARMA
"….
la conoscenza del “contenitore” rappresenta il primo passo
per l’individuazione delle soluzioni di salvaguardia dell’ambiente
dai pericoli di inquinamento. Conoscere i meccanismi naturali del ns.
territorio , decidere quali aree porre sotto tutela , stabilire le procedure
di monitoraggio , ed organizzare un sistema efficace, efficiente e trasparente
(partecipativo delle genti del territorio) di controllo e sanzionamento
dei soggetti inquinatori , nonché delle amministrazioni pubbliche
in evidente situazione di “disinteresse” del proprio territorio……"
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